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Bilanci d’Acciaio. Faroni: «Vogliamo riprenderci il nostro ruolo»

Il direttore commerciale di AM Italia ha ricordato che, nonostante il Covid, l'azienda ha investito 280 milioni

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Investimenti, nuova organizzazione commerciale, quotazioni e nuovi prodotti. Sono stati questi i temi toccati dal neo direttore commerciale di ArcelorMittal Italia Alessandro Faroni.

Intervistato dal responsabile dell’Ufficio Studi Siderweb Stefano Ferrari all’interno del convegno digitale “Acciaio del centro-sud: un futuro da reinventare”, il manager non è entrato nel merito dei temi relativi alla trattativa in corso tra governo e ArcelorMittal, anche se le risposte hanno comunque fatto capire come l’azienda stia guardando a un futuro da protagonista nel mercato siderurgico italiano.

«Per ArcelorMittal Italia il 2020 è stato un anno molto impegnativo – ha detto Faroni-, soprattutto quando il mercato richiede flessibilità e si deve operare con impianti a ciclo integrale come i nostri. L’azienda tuttavia è riuscita realizzare investimenti tra i 250 e i 280 milioni di euro, che anche per un grande gruppo come il nostro sono cifre rilevanti e che saranno incrementate nel 2021. Investimenti che sono proseguiti anche sul fronte ambientale, su cui nel corso degli anni precedenti si è fatto molto, con la copertura dei parchi minerari e dei nastri trasportatori che dovrebbe essere completata nel 2021. A questi si aggiungono ulteriori interventi sulle cokerie».

Altro tema particolarmente caldo è quello della riorganizzazione commerciale dell’azienda, con il manager che conferma il raggiungimento di un’indipendenza dalla casa madre.

«L’obiettivo abbastanza chiaro è quello che ArcelorMittal Italia avrà un’autonomia commerciale dal resto del gruppo, seppur con i doverosi collegamenti con gli azionisti. Il sistema nei dettagli è ancora in fase di messa a punto, avremo una squadra che stiamo cercato di completare in questi giorni. Con questo vogliamo confermare il nostro ruolo di produttore di riferimento per il mercato italiano ed europeo. Come in passato, puntiamo a instaurare partnership strette con i clienti e fortunatamente in questo momento l’andamento positivo del mercato ci sta dando una mano, vogliamo comunque recuperare credibilità, affidabilità e anche continuità nelle relazioni».

Sollecitato dagli altri panelist, Faroni è entrato nel merito anche della fiammata in corso sui prezzi dei coils a caldo.

«Forse un trend così repentino e violento alcuni mesi fa difficilmente avrebbe potuto essere previsto, vista la mancanza di una crisi finanziaria. Gli stop produttivi messi in campo per far fronte al primo lockdown hanno portato ad avere maggiori cautele sulle politiche di ripresa del mercato, forse anche superiori alla realtà. Un fenomeno che ha portato a uno shortage di materiale e a un incremento dei prezzi».

Prezzi che per il momento secondo Faroni non dovrebbero calare come in passato vista la maggior preparazione nell’affrontare la seconda ondata pandemica. Inoltre il manager si è detto concorde con Ferrari circa l’anomalia dell’andamento delle quotazioni per le lamiere da treno, il cui delta di prezzo dai coils ha raggiunto dei livelli critici, che però dovrebbero riequilibrarsi nelle prossime settimane seguendo il trend di recupero recentemente avviato.

A chiudere l’intervista è stata la domanda relativa al nuovo centro di ricerca

«In qualunque settore è sempre importantissimo fare ricerca e investire. E serve investire non solo nell’ambiente ma anche nelle tecnologie che possano far stare al passo con i competitor esteri. Anche in questo campo vogliamo riprenderci il nostro ruolo».


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