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Ex Ilva: il premier Conte in arrivo a Taranto

Prosegue lo sciopero da 24 ore proclamato da Fiom e Uilm negli stabilimenti ArcelorMittal Italia

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Prosegue lo sciopero da 24 ore proclamato da Fiom e Uilm avviato oggi alle 7, sciopero che segue quello indetto unilateralmente ieri dalla Fim. I lavoratori sono in presidio permanente davanti allo stabilimento dove nelle prossime ore è atteso il premier Giuseppe Conte.

I sindacati sin dal vertice di ieri con il capo dell'esecutivo hanno informato il Governo che l’azienda sta già portando gli impianti al minimo della capacità di marcia e che se l’ìter proseguirà entro fine mese ci sarà lo stop totale.

Insieme ai lavoratori del polo pugliese sono scesi in piazza quelli degli altri siti italiani di ArcelorMittal e l’indotto.

Nonostante le tempistiche sfasate nella protesta il messaggio sindacale resta unitario.

«Le organizzazioni sindacali nazionali di Fim, Fiom e Uil dichiarano intollerabile quanto emerso dall'incontro di mercoledì tra il Presidente del Consiglio e i vertici di ArcelorMittal, programmato per chiedere il ritiro della procedura di disimpegno dagli stabilimenti dell'ex Ilva annunciata il 4 novembre. La multinazionale ha posto delle condizioni provocatorie e inaccettabili e le più gravi riguardano la modifica del Piano ambientale, il ridimensionamento produttivo a quattro milioni di tonnellate e la richiesta di licenziamento di 5 mila lavoratori, oltre alla messa in discussione del ritorno a lavoro dei 2mila attualmente in amministrazione straordinaria», si legge in una nota dei sindacati, che prosegue chiedendo «l’immediato ritiro della procedura di disimpegno mentre il governo non può concedere nessun alibi all'azienda per disimpegnarsi».

Per i lavoratori devono essere ristabilite «tutte le condizioni previste dall'accordo del 6 settembre 2018 che permetterebbe di portare a termine il piano ambientale nelle scadenze previste. Le condizioni devono, inoltre, includere lo scudo penale limitato all'applicazione del piano ambientale e il ritiro di qualsiasi ipotesi di esuberi».

Al momento la situazione resta liquida, ma il tempo scarseggia e non si vedono spiragli di accordo all’orizzonte, almeno nel breve termine.

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