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Marcegaglia: bilancio da incorniciare

Ebitda vicino ai 400 milioni di euro e indebitamento in netto calo. L'azienda mantovana ancora interessata a Terni

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RHO (Mi) – Fatturato e utile in crescita e indebitamento ridotto. Per il gruppo Marcegaglia il 2018 è stato un anno da ricordare ed il 2019 si è aperto in crescita nonostante l’incertezza. Da Made in Steel il presidente e CEO del gruppo Antonio Marcegaglia ha anticipato i numeri dell’esercizio precedente, non nascondendo la soddisfazione per il miglioramento della situazione finanziaria.

Bilancio in crescita

«Abbiamo chiuso il 2018 con un fatturato a 5,6 miliardi di euro per la nostra componente Steel, che si è tradotto in un Ebitda da 386 milioni di euro, che sale a 400 milioni se si considerano anche gli asset non siderurgici – ha spiegato Marcegaglia –. Un altro dato particolarmente significativo è rappresentato dal terzo taglio consecutivo dell’indebitamento per 240 milioni. Un elemento che ha portato l’ammontare complessivo dei debiti del gruppo a 690 milioni di euro, rendendo il nostro bilancio molto più equilibrato. Per questo abbiamo deciso di portate il totale degli investimenti annui per il prossimo quinquennio a 120 milioni di euro, rispetto ai precedenti 40/50 milioni di euro annui».

Investimenti e acquisizioni in vista. Terni ancora nel radar

Alcuni investimenti sono già stati annunciati negli ultimi mesi a partire dal nuovo laminatoio a Ravenna, per passare agli impianti di cogenerazione e ad altri interventi di digitalizzazione e industry 4.0, logistica ed efficientamento generale sugli impianti del gruppo. «Qualora decidessimo di aumentare la nostra capacità di produzione vogliamo farlo attraverso acquisizioni esterne in Italia ed Europa – aggiunge Marcegaglia – e credo che ci siamo delle ottime opportunità per consolidare la nostra posizione di player europeo senza andare a aggiungere ulteriore capacità all’esistente. In particolare rinnovo la nostra disponibilità a valutare il dossier Terni, qualora il board thyssenkrupp decida dopo la mancata joint venture con Tata di porre nuovamente l’asset in vendita. Come ho già dichiarato in passato ritengo abbia molte sinergie con noi e rientri appieno nella nostra strategia di rafforzamento della presenza del gruppo negli acciai speciali».  

Mercato incerto ma in miglioramento

Riguardo ai trend di mercato anche l’imprenditore mantovano ritiene che il sentiment preminente sull’andamento congiunturale sia peggiore di quanto non si verifichi nella realtà. «È innegabile che vi sia stato un rallentamento dell’economia a livello italiano ed europeo – spiega Marcegaglia – soprattutto nel comparto automotive. I nostri dati sui primi mesi dell’anno indicano però un quadro migliore del precendete sia per volumi di vendita, saliti del 2,5%, sia per il fatturato, cresciuto del 3%. Di fatto ci siamo assestati su 1,55 milioni di tonnellate di vendita e 1,3 miliardi di fatturato. Sui margini un’incidenza la hanno i livelli di quotazione delle materie prime in particolare minerale e coke, anche se non sono così incisive sui nostri bilanci come trasformatori, rispetto al peso che si è visto per i produttori».

Anche per Marcegaglia a pesare sono soprattutto le incertezze generate a livello geopolitico che hanno generato addirittura quasi dei paradossi anche nelle quotazioni dell’acciaio, con i prezzi dei coils nel mercato interno di India, Cina e Corea addirittura superiori a quelli presenti in Europa, nonostante i provvedimenti di Salvaguardia Ue.

«L’aumento delle importazioni in Europa per i coils a caldo è stata del 12%, a cui noi abbiamo contribuito per la metà del totale – aggiunge Marcegaglia –. Questo è dovuto al fatto che in precedenza acquistavamo bramme e le facevamo lavorare in Ilva, mentre ora questo non avviene più e per tanto siamo tornati ad importare materiale. Condivido l’impostazione di fondo di stabilizzazione del provvedimento europeo, ritengo però che il protezionismo in qualunque forma non paghi nel lungo periodo, ed anche i dati positivi registrati dagli USA nell’immediato possano generare distorsioni che ne indeboliranno l’economia».

Stringato il comento sulla mancata joint venture tra Tata e thyssenkrupp, ribadendo che il riequilibrio di mercato che avrebbe dovuto portate si otterrà con dinamiche differenti. Per tanto non dovrebbero esserci stravolgimenti rispetto alla situazione attuale.

60 candeline nel 2019

«Per il 2019 abbiamo previsto un Ebitda prospettico inferiore all’anno precedente. È stato fatto in via cautelare, visti i dati dei primi mesi dell’anno ci possiamo aspettare anche risultati comparabili con i precedenti a meno che il quadro macro economico non peggiori in maniera significativa», ha ribadito Marcegaglia.

Per il 60simo compleanno dell'azienda l’imprenditore ha confermato di voler dare vita ad uno spazio fisico multimediale in cui raccontare presente, passato e futuro dell’azienda.

«Si chiamerà "Casa Marcegaglia", avrà una superficie superiore ai 1000 metri quadrati – conclude - e darà vita ad un nuovo ingresso per la nostra sede. Prevediamo di inaugurarlo nella primavera del 2020 come apice dei festeggiamenti che nel 2019 vedranno iniziative dedicate a dipendenti e alla “famiglia Marcegaglia” in senso allargato, nel ricordo di mio padre Steno. Ma ci sarà tempo per parlarne in maniera più approfondita».

 

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