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Salvaguardia, Eunirpa: «Non ridurre le quote»

L'associazione europea dei trasformatori indipendenti di vergella: «Da Eurofer aggressiva strategia di integrazione»

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L'associazione europea dei trasformatori indipendenti di vergella (Eunirpa), prende posizione sulla normativa europea di salvaguardia, chiedendo che non venga inasprita e approfittando dell’occasione per sferrare un duro attacco ad Eurofer.

Ricordando infatti che «Eurofer ha inviato una lettera al presidente della Commissione europea chiedendo un drammatico rafforzamento delle attuali misure di salvaguardia, compresa una riduzione degli attuali livelli delle quote fino al 75%», Eunirpa afferma che tale richiesta è «uno straordinario tentativo di utilizzo della recessione economica temporanea risultante dall'attuale situazione di emergenza sanitaria per continuare, indisturbata, la sua aggressiva strategia di integrazione a valle a spese dell'industria siderurgica».

Eunirpa mette poi in evidenza che «i produttori non integrati, che impiegano collettivamente centinaia di migliaia di persone, sono una componente vitale per questo settore e quindi altrettanto essenziale per l'economia dell'Ue quanto il gruppo di acciaierie rappresentate da Eurofer ed è altrettanto impegnata a perseguire un Green Deal per l’acciaio».

Nonostante il fatto «che alcune acciaierie nell'Ue abbiano dovuto interrompere la produzione e le consegne, un numero significativo di produttori indipendenti è ancora in grado di continuare le operazioni perché possono continuare a reperire le loro materie prime a prezzi ragionevoli e commercialmente validi da una varietà di fonti anche al di fuori dell'Ue. Qualsiasi tentativo di ridurre ulteriormente la disponibilità di materie prime importate costituirebbe un duro colpo. Eventuali restrizioni aggiuntive sulle importazioni porterebbe a chiusure e alla perdita di decine di migliaia di posti di lavoro».

Secondo Eunirpa, insomma, «la richiesta di Eurofer equivarrebbe, in pratica, a una quasi completa eliminazione di importazioni e porterebbe a una monopolizzazione virtuale del mercato Ue contro tutti gli elementi di base principi di libera concorrenza». Ma poi l’associazione dei produttori indipendenti di vergella si spinge oltre.

«Le acciaierie dell'Ue stanno semplicemente cercando di aumentare le lor integrazioni a valle, con l'obiettivo di utilizzare la crisi Covid-19 per tentare di indebolire ulteriormente ed infine eliminare l'industria siderurgica non integrata senza qualsiasi considerazione per l'importanza strategica di questo settore per l'economia nell'Ue».

Per questo «esorta la Commissione a lasciare intatte le attuali misure di salvaguardia per il momento. La Commissione non dovrebbe mirare a risolvere la recessione temporanea mondiale creata da una crisi sanitaria inchinandosi alle pressioni protezionistiche esercitate da un piccolo gruppo di grandi e potenti produttori di acciaio. Qualsiasi decisione in quella direzione potrebbe essere oggetto di ritorsioni e potenzialmente produrre conseguenze drammatiche sulle future esportazioni dell'acciaio nel suo complesso».

M. T.